Dott.ssa Kathrin Ira Yasmine Aprile von Hohenstaufen Puoti
Ematologo Appuntamento soggetto a conferma
Le coagulopatie sono patologie del sangue che riguardano delle alterazioni nel processo di coagulazione. Possono essere congenite (come l’emofilia, la malattia di Von Willebrand o le piastrinopatie ereditarie) o acquisite (causate da una sintesi difettosa dei fattori plasmatici della coagulazione o dall’assimilazione di anticorpi che attaccano i fattori emocoagulativi). Nel secondo caso, le cause più comuni possono essere un’alimentazione errata che non apporta le sostanze necessarie, un malassorbimento intestinale o l’assunzione di farmaci che ostacolano l’assorbimento della vitamina K (che favorisce la coagulazione del sangue).

Alcuni tipi di coagulopatie possono causare una mancata coagulazione del sangue (emorragia o emofilia). Altri possono, al contrario, causare un’ipercoagulazione; questa può essere all’origine di trombosi ed embolie.
In entrambi i casi, si tratta di disturbi che potrebbero portare a morte precoce se non adeguatamente trattati.
I sintomi più comuni delle coagulopatie sono i seguenti:
La diagnosi si basa sull’esame obiettivo delle abitudini del paziente (quali tipi di farmaci assume, se soffre di allergie, se ha subito una trasfusione, se fuma o beve, ecc), sulla raccolta della storia clinica del paziente, su analisi del sangue e su test per la valutazione dei fattori della coagulazione.
La coagulopatia si manifesta quando i fattori della coagulazione sono carenti o assenti. I fattori della coagulazione sono proteine che permettono la formazione del coagulo del sangue. La loro assenza o carenza può essere dovuta a diverse cause, quali:
Specialmente nel caso della coagulazione troppo rapida del sangue (che può favorire l’insorgenza di trombosi), può essere importante effettuare un lavoro di prevenzione in quei soggetti che presentino un alto rischio di sviluppare coagulopatie. Svolgere attività fisica, perdere i chili in eccesso e non restare per troppo tempo seduti può aiutare a contrastare i disturbi di coagulazione.
Nei casi più gravi, la coagulopatia può essere trattata con la trasfusione, ma è più comune iniziare una terapia farmacologica per correggere i difetti di coagulazione del sangue.
È necessario rivolgersi a un ematologo, che potrà consigliare gli esami diagnostici e le terapie più adatte per affrontare i disturbi della coagulazione.