Tosse: un disturbo da non minimizzare

Autore: Dott. Alessandro Zanasi
Pubblicato: | Aggiornato: 07/04/2022
Editor: Monica Fato

La tosse è un disturbo frequente, che può derivare da diversi fattori. Il Dott. Alessandro Zanasi, specialista in Pneumologia a Bologna, ci spiega l’importanza di non sottovalutare questo sintomo ed in che modo esso possa collegarsi al Coronavirus

Cos’è la tosse?

La tosse è indubbiamente un sistema di difesa delle vie respiratorie, tuttavia è anche la spia di alcune malattie, nonché un veicolo d’infezione.

Si distingue tra:

  • Tosse acuta, che si risolve in una settimana o due;
  • Tosse cronica, che persiste da più di otto settimane e costituisce un serio problema.

La tosse cronica può incidere negativamente sulla qualità della vita delle persone e può causare gravi complicanze, alcune persone ne soffrono anche da oltre dieci anni.

Le diverse cause della tosse

La tosse acuta prolifera durante la stagione fredda e scaturisce principalmente da comuni infezioni del tratto respiratorio superiore, come raffreddore, riniti, sinusiti, laringiti, tracheiti, influenza e così via.
Nell’80% dei casi questa tosse è causata da un virus, perciò risulta inutile l’uso dell’antibiotico. È bene però non sottovalutarla, poiché potrebbe essere indice di patologie più gravi come: polmonite, embolia polmonare, inalazione di un corpo estraneo e broncopneumopatia cronica riacutizzata (BPCO).

La tosse cronica può avere molteplici cause, non tutte di origine polmonare e talvolta coesistenti.
Non sempre la tosse cronica ha origine polmonare, esistono differenti cause, fra cui ricordiamo: asma, bronchite cronica, bronchiectasie, TBC, fibrosi polmonare, pleuriti, tumori polmonari, BPCO, sinusite e laringite croniche, reflusso gastro-esofageo, disfagia, insufficienza cardiaca, uso di determinati farmaci, ad esempio gli ACE-inibitori.
Fra i fattori scatenanti della tosse vi è anche il reflusso gastro-esofageo, pur in assenza di una sintomatologia gastrica.

Tosse nervosa

Mediante una diagnosi di esclusione, si può individuare la presenza di tosse nervosa o psicogena. Questo tipo di tosse è rara negli adulti, mentre è più diffusa nei bambini ed esprime un disagio che mira ad attirare l’attenzione.  È possibile riconoscerla dal tono monocorde, che non muta e cessa quando il soggetto dorme o si distrae.

Tosse persistente

La tosse che dura da anni e della quale non si trova la causa, viene definita “tosse idiopatica”. Questo tipo di tosse da ricondurre ad una “sindrome da ipersensibilità” ovvero una predisposizione dei recettori della tosse del soggetto a reagire in maniera esagerata a banali stimoli irritanti, infettivi, chimici e fisici.  Comunemente, dà luogo ad una tosse secca e stizzosa, in concomitanza a prurito e ad un vellichio in gola. Tale tosse è spesso scatenata dal parlare, dal ridere, dai cambiamenti di temperatura o da odori o profumi intensi.

Come si cura la tosse?

La terapia della tosse coincide con quella della patologia che l’ha provocata, tuttavia si ricorre spesso a farmaci sintomatici, ovverosia che agiscono solo sul sintomo, per calmarla, ridurre il disagio e migliorare la qualità di vita del paziente, limitando il rischio di complicanze.

Sono due le categorie di farmaci impiegati: sedativi e protussivi.

  • Sedativi: indicati nei casi di tosse secca e stizzosa che fungono da inibitori del riflesso tussigeno. Ne fanno parte i farmaci ad azione centrale, oppioidi e non oppioidi, e ad azione periferica. Non sono validi nella forma di tosse produttiva.
  • Protussivi o mucoattivi: indicati nei casi di tossi catarrali, propedeutici all’eliminazione delle secrezioni delle vie aeree. Ne fanno parte i farmaci mucolitici, mucoregolatori, espettoranti e mucocinetici.

Avvertenze nell'uso dei farmaci

L’antibiotico va impiegato solo su consiglio del medico, può indurre effetti indesiderati e farmaco-resistenze. Cautela anche nell’uso degli oppioidi per i possibili effetti collaterali, soprattutto nei bambini. In presenza di tosse produttiva, bisogna evitare l’uso di sedativi ed optare per i farmaci protussivi per agevolare l’eliminazione delle secrezioni. Non abusare dei farmaci OTC (farmaci da banco) e riferirne l’uso al medico curante. Nei soggetti diabetici evitare sciroppi contenenti zucchero.

Le nuove prospettive terapeutiche

Le nuove teorie di ipersensibilità neurale periferica e centrale, insieme all’individuazione di “neurofenotipi”, hanno consentito di compiere importanti evoluzioni nella comprensione dei meccanismi implicati nella patogenesi della tosse cronica idiopatica e refrattaria. Sulla base di questi risultati, sono stati sviluppati nuovi promettenti farmaci, quali gli antagonisti dei recettori P2X3 che dovrebbero essere presto commercializzati.

Occorre consultare il proprio medico quando:

  • La tosse è particolarmente violenta e insistente;
  • Perdura da più di 4-5 giorni;
  • Nel fumatore cambia tonalità e caratteristiche rispetto al solito;
  • Persiste in un paziente in trattamento con ACE-inibitori;
  • Insorge soprattutto nelle ore notturne;
  • È associata a sintomi quali mancanza di respiro, dolore toracico, febbre elevata o sangue nell’espettorato.

Tosse e Coronavirus

I primissimi sintomi dell’infezione da nuovo Coronavirus sono molto simili a quelli dell’influenza stagionale o di altre virosi respiratorie. Si tratta di una tosse secca, stizzosa, che si protrae nel tempo con la coesistenza di respiro corto, febbre e dolori ai muscoli. Anche se questi sintomi potrebbero risultare generici, sono la spia della malattia, perciò è bene non trascurarli, dal momento che consentono una diagnosi precoce. In ogni caso, la diagnosi inequivocabile di SARS-CoV-2 può avvenire solo a seguito di tampone faringeo o naso-faringeo positivo.

Dott. Alessandro Zanasi
Pneumologia e Malattie Respiratorie

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