Ozonoterapia e patologie: ecco quali sono i benefici!

Autore: Dott. Aurelio Guglielmino
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L'ozonoterapia è un trattamento caratterizzato dalla somministrazione di ozono al fine di migliorare la qualità della vita. Ne parla il Dott. Aurelio Guglielmino, esperto in Terapia del Dolore a Catania

Cos’è l’ozonoterapia?

L’ozonoterapia consiste nell’iniezione di una miscela di ossigeno medicale e ozono nel sangue o dentro i tessuti per trattare numerose malattie grazie all’aumento di ossigeno disponibile nel corpo. Le modalità di somministrazione dell’ozono possono essere diverse e questa terapia può essere utilizzata per trattare infiammazioni acute così come patologie croniche.

Quali sono gli effetti dell’ozonoterapia?

Tra i benefici dell’ozonoterapia si annoverano i seguenti:

  • Favorisce l’ossigenazione dei tessuti, e di conseguenza un microcircolo e un’ossigenazione periferica più efficienti;
  • Può aiutare a disinfettare l’organismo da agenti parassitari, funghi, virus e agenti batterici;
  • Attiva l’azione degli enzimi antiossidanti, che aiutano a combattere lo stress ossidativo;
  • Stimola la detossificazione dei tessuti;
  • Aiuta a fluidificare il sangue;
  • Ha effetti antiinfiammatori e combatte il dolore;
  • Riduce l’insulinoresistenza, ovvero la bassa sensibilità delle cellule all’azione dell’insulina, che può essere tra le cause dell’insorgenza del diabete mellito;
  • Migliora la risposta immunitaria.

Quali sono le patologie che cura?

L’ozonoterapia può trattare numerose malattie e disturbi, quali per esempio:

  • Arteriosclerosi, ischemia cerebrale o cardiaca, ulcera flebostatica, malattie cardiovascolari o altre patologie che causano disturbi della circolazione sanguigna;
  • Ernie, problemi cervicali, sciatica, mal di schiena (di forma acuta o cronica), diverse forme di artrosi e altre malattie di natura ortopedica;
  • BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva), diabete, artrite, epatite e altre patologie croniche o degenerative;
  • Eritema nodoso, tiroidite cronica autoimmune, lupus o altre malattie autoimmuni;
  • Ulcere e gangrene derivate dal diabete, piaghe da decubito, acne, herpes, psoriasi e altre patologie e lesioni cutanee;
  • Morbo di Crohn, colite ulcerosa, disbacteriosi e altre malattie intestinali;
  • Diverse forme di maculopatia (patologie oculari che colpiscono la parte centrale della retina).

Quali sono le modalità di somministrazione?

Poiché l’ozono non può essere conservato, il centro deve disporre dell’attrezzatura necessaria per trasformare l’ossigeno medicale in ozono con il fine di somministrarlo immediatamente al paziente.

L’ozono può essere somministrato localmente o per via sistemica.

La somministrazione locale viene applicata direttamente sulla zona interessata e può avvenire tramite le seguenti modalità:

  • Iniezione intradermica, intramuscolare, sottocutanea, intrarticolare o dentro il disco interverebrale;
  • Insufflazioni per via vaginale, sinusale, auricolare, vescicale o prostatica;
  • Applicazione topica di olio arricchito con ozono;
  • Applicazione topica di acqua ozonizzata.

La somministrazione sistemica, invece, è quella che interessa tutto l’organismo e viene effettuata nei seguenti modi:

  • Insufflazione per via rettale tramite sondino;
  • Assunzione orale di acqua ozonizzata;
  • Autoemoinfusione maggiore o minore: un campione di sangue del paziente (di quantità variabile a seconda che si tratti della modalità maggiore o minore) viene prelevato, trattato con ozono e iniettato nuovamente in vena o dentro il muscolo.

Può essere pericoloso?

Se praticata da professionisti esperti in questo tipo di terapia e in centri opportunamente attrezzati, l’ozonoterapia non presenta pericoli di sorta.

Infatti, l’unico rischio potrebbe essere quello di inalare l’ozono, che è una sostanza irritante; ma l’inalazione non rientra affatto tra le modalità di somministrazione dell’ozonoterapia.

L’altro pericolo può essere quello di assumere l’ozono a concentrazioni troppo alte: ciò porterebbe a delle controindicazioni quali lo stress ossidativo. Per tale motivo è importante affidarsi a medici specializzati che sapranno evitare l’accumulo di sostanze ossidative, dosando adeguatamente l’ozono necessario per la terapia.

Quali sono le controindicazioni?

  • Chi soffre di favismo deve astenersi dalla somministrazione sistemica tramite autoemoinfusione;
  • Le donne incinte non possono sottoporsi a ozonoterapia;
  • A chi è colpito da ipertiroidismo l’ozonoterapia potrebbe essere ugualmente sconsigliata;
  • Non esistono invece controindicazioni legate all’età.

Dott. Aurelio Guglielmino
Terapia del dolore

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