Che cos’è la chirurgia senologica e a cosa serve?
La chirurgia senologica comprende gli interventi chirurgici eseguiti per diagnosticare e trattare le patologie della mammella. Non riguarda esclusivamente il tumore al seno, ma anche alcune lesioni benigne, alterazioni dei dotti mammari, lesioni sospette o precancerose e, in pazienti selezionate ad alto rischio, interventi di chirurgia preventiva.
L’obiettivo cambia in base alla patologia: può essere necessario rimuovere una lesione, ottenere una diagnosi definitiva attraverso l’analisi del tessuto, trattare un tumore oppure ridurre il rischio di sviluppare una neoplasia in persone con una predisposizione genetica importante.
Quando può essere necessaria?
Non tutte le alterazioni della mammella richiedono un intervento. Molte condizioni benigne possono essere semplicemente controllate nel tempo. La chirurgia viene presa in considerazione quando la lesione presenta determinate caratteristiche, provoca sintomi, aumenta di dimensioni oppure quando gli esami eseguiti non permettono di formulare una diagnosi sufficientemente sicura.
Tra le condizioni che possono richiedere un trattamento chirurgico rientrano:
- fibroadenomi di grandi dimensioni, in crescita o sintomatici;
- papillomi intraduttali;
- alcune lesioni atipiche o a rischio;
- tumori filloidi;
- lesioni mammarie sospette che richiedono un'asportazione diagnostica;
- carcinoma mammario e carcinoma duttale in situ;
- condizioni di elevato rischio genetico nelle quali può essere valutata una chirurgia preventiva.
Per esempio, la maggior parte dei fibroadenomi non necessita di trattamento, mentre quelli giganti, complessi o sintomatici possono essere rimossi chirurgicamente. Anche i papillomi intraduttali possono essere trattati mediante escissione chirurgica o, in alcuni casi, con tecniche percutanee.
Quali sintomi possono richiedere una valutazione senologica?
I sintomi delle patologie mammarie possono essere molto diversi e non indicano necessariamente la presenza di un tumore. È comunque consigliabile sottoporre a valutazione specialistica cambiamenti nuovi o persistenti come:
- comparsa di un nodulo al seno;
- secrezioni dal capezzolo, soprattutto se spontanee;
- retrazione o modificazioni del capezzolo;
- variazioni della forma o della consistenza della mammella;
- alterazioni della pelle;
- aumento progressivo delle dimensioni di una lesione già nota.
Le cause delle patologie mammarie possono essere benigne, infiammatorie, ormonali, proliferative o neoplastiche. Proprio per questo la presenza di un nodulo non significa automaticamente tumore e deve essere inquadrata attraverso un corretto percorso diagnostico.
Come si svolge la chirurgia senologica?
Prima di decidere l’intervento viene eseguita la diagnosi della patologia mammaria, che può comprendere visita senologica, ecografia, mammografia, risonanza magnetica e biopsia, in base all’età della paziente e alle caratteristiche della lesione.
Le tecniche utilizzate dipendono dal problema da trattare. Possono comprendere:
- biopsia escissionale, con asportazione completa della lesione;
- asportazione di fibroadenomi o altre formazioni benigne;
- microdochectomia, con rimozione di un dotto mammario interessato;
- chirurgia conservativa, che rimuove la lesione tumorale preservando il più possibile la mammella;
- mastectomia, quando è necessario rimuovere il tessuto mammario;
- biopsia del linfonodo sentinella o altri interventi sui linfonodi ascellari quando indicati;
- chirurgia oncoplastica e ricostruttiva, per associare il trattamento della patologia al recupero della forma della mammella.
Alcune piccole lesioni benigne possono inoltre essere rimosse con una escissione vacuum-assisted, una procedura mininvasiva eseguita attraverso un ago sotto guida ecografica o mammografica.
Quali sono i benefici?
La chirurgia senologica consente di rimuovere lesioni sintomatiche o sospette, ottenere una diagnosi istologica definitiva e, nelle patologie oncologiche, eliminare il tumore quando possibile.
Le tecniche moderne cercano inoltre di limitare l’estensione dell’intervento, preservare il tessuto mammario sano e ottenere un buon risultato funzionale ed estetico. Quando è necessaria una mastectomia, può essere valutata anche una ricostruzione mammaria immediata o differita.
Esistono controindicazioni?
Le controindicazioni dipendono dal tipo di intervento. Una lesione benigna stabile e correttamente diagnosticata, ad esempio, può non avere alcuna indicazione chirurgica. Nel caso della chirurgia oncologica, invece, la scelta tra intervento conservativo e mastectomia dipende dalle dimensioni e dalla posizione della malattia, dalle caratteristiche della mammella e dagli eventuali trattamenti associati.
Devono inoltre essere considerate le condizioni generali della paziente, i rischi anestesiologici e il rapporto tra benefici e possibili complicanze, come sanguinamento, infezione, alterazioni della sensibilità, cicatrici o modificazioni della forma della mammella.
La chirurgia preventiva rappresenta un caso particolare: è una procedura irreversibile e viene presa in considerazione soprattutto in persone con rischio molto elevato di tumore mammario, ad esempio in presenza di determinate varianti patogene di BRCA1 o BRCA2, dopo un'attenta valutazione multidisciplinare e genetica.
A quale specialista rivolgersi?
In presenza di un nodulo o di altri cambiamenti della mammella è consigliabile rivolgersi a un senologo o chirurgo senologo, specialista con esperienza specifica nella diagnosi e nel trattamento delle patologie mammarie.
Quando viene diagnosticata una patologia oncologica o una condizione complessa, la scelta terapeutica coinvolge generalmente un team multidisciplinare formato, secondo necessità, da chirurgo senologo, radiologo, anatomopatologo, oncologo medico, radioterapista, genetista e chirurgo plastico. In questo modo è possibile scegliere il trattamento più appropriato tenendo conto sia della patologia sia delle caratteristiche e delle esigenze della paziente.
